Sagra del Borlengo di Guiglia
Il Borlengo è un piatto tipico le cui origini si perdono nella storia e nelle tradizioni di una zona piuttosto ristretta dell'Appennino Modenese. La testimonianza più antica risale al 1266, durante l'assedio del castello di Montevallaro a Guiglia da parte delle truppe guelfe modenesi della famiglia degli Algani, guidate da Nisetta degli Osti, Ruffo dei Rossi, Pepetto dei Trenta e Crespan Doccia. I difensori del maniero, Ugolino da Guiglia e la famiglia dei Grasolfi, sarebbero riusciti a resistere per lungo tempo grazie a delle grandi ostie di farina e acqua impastate, cotte e insaporite da erbe, prima di arrendersi il 4 luglio. Con il protrarsi dell'assedio la farina scarseggiava sempre di più e le ostie divenivano sempre più sottili, quasi trasparenti: vennero quindi "degradate" dal rango di cibo a quello di "burla", o "burlengo", da cui il termine odierno. Tale preparazione si diffuse a tutto il resto dell'Appennino grazie ai pochi superstiti dell'assedio il cui nome fu italianizzato in Borlengo. Semplice nella ricetta fatta di pochi essenziali elementi, ma elaborato e spettacolare nella sua preparazione.
A Maggio si celebra a Guiglia capoluogo la tradizionale Sagra del Borlengo di Guiglia dove i maestri Borlengai Guigliesi si cimentano nella preparazione di questo prelibato prodotto. La preparazione avviene tuttora nel rispetto della centenaria tradizione e del disciplinare di produzione del Borlengo.
Svolgimento della Sagra
La Sagra del Borlengo di Guiglia mira a promuovere il turismo nella zona, e principalmente a far conoscere uno dei suoi cibi più caratteristici ovvero il Borlengo di Guiglia di cui si è ottenuto il Marchio Tradizioni e Sapori rilasciato dalla camera di commercio di Modena. Infatti per poter produrre il Borlengo di Guiglia vi è un disciplinare che norma e certifica la sua produzione proteggendolo dalle imitazioni.
Vengono confezionati anche Cresenine e Gnocco Fritto: cibi tipici montanari che non possono mai mancare in questi tipi di eventi accompagnate anche da primi piatti, solitamente Tortelloni.
Dal 2025 Pro Loco si è attrezzata per poter offrire il Borlengo anche in versione Gluten Free e Vegana cercando quindi di dare a tutti la possibilità di poter gustare il cibo simbolo di Guiglia.
La sagra attira a se una grande partecipazione di turisti provenienti da tutta Italia, principalmente estimatori del “Borlengo”.
La confezione dei cibi è affidata esclusivamente a volontari esperi, che ne effettuano la preparazione e somministrazione con la massima cura e diligenza.
Tutti gli impianti vengono sempre sottoposti al controllo in materia di sicurezza e igiene.
Le attrezzature utilizzate sono tutte munite di regolare certificazione e controllate prima di ogni sagra.
Vengono inoltre garantite tutte le norme di sicurezza imposte dalla Circolare Gabrielli riguardante gli eventi e i pubblici spettacoli.
Tutto questo richiede grande sforzo e sacrificio da parte di tutti i volontari che ogni anno con grande impegno cooperano per la realizzazione di questo evento orgoglio del paese donando una delle cose più preziose che abbiamo: il tempo.
Aqua, ov, sel e farina,
un "sol" ed ram, na “cunza” fina.
Ma parchè e piesa a la zent,
en basta brisa l'ocorent,
bsogna misdè ben la padela,
tent chi la cola la blesga uguela
per fèl dvintè sutil i cruchent
o con la "pataroza" a piasiment.
L'è un piat puvrèt ma genuin
che vol daquà con de bon vin !
Acqua, uova, sale e farina,
un "sole" di rame, una “cunza” fina.
Ma parchè piaccia alla gente,
non basta solo l'occorrente,
bisogna mescolare bene la padella,
fino a quando la colla non è uniforme
per farli diventare sottili e croccanti
o con la "pataroza" a piacimento.
È un piatto povero ma genuino
che vuole accompagnato con del buon vino !